COME PREPARARSI


Prima di uscire è bene farsi una lista delle cose che bisogna portarsi e perchè no, una lista degli oggetti da vedere col telescopio. Ma andiamo con calma e vediamo come preparare il set up con tutte le cose che possono esserci utili durante la serata.


LISTA DELLE COSE DA PORTARSI


Un atlante stellare: E' necessario per orientarsi in cielo, e per fare poi lo starhopping(che poi sotto vedremo come). Ci sono molti atlanti ma uno dei migliori e più utilizzati sul campo è lo Skyatlas 2000


Due torce elettriche: Una  con la luce bianca ed una schermata tramite del celophane rosso per consultare l'atlante al buio senza perdere l'adattamento.

Oppure semplicemente una, al quale mettere e poi togliere a seconda delle necessità il celophane rosso. Mi raccomando sempre portarsi batterie e pile varie per non rimanere mai senza luce, l'umidità ed il freddo giocano brutti scherzi ed è facile rimanere con le pile scariche.


Una bussola: Utile per capire subito dov'è il Nord, e quindi rintracciare più facilmente pianeti e costellazioni.


Il binocolo: Ottimo ausilio per qualsiasi telescopio dal più grande al più piccolo, con il suo campo maggiore auita a rintracciare oggetti del deep sky (7X50, 15X70 ottimo compromesso o un 25x100 da mettere rigorosamente su un robusto treppiede)

*Il 15X70 si può usare per brevi momenti senza treppiede, ma è preferibile usarlo.


Il telescopio: Più potente del binocolo, una volta collimato (nel caso dei newton) e fatto acclimatare ci farà vedere i pianeti e molte galassie nelle sue migliori performance (seeing permettendo nel caso dei pianeti).


I filtri: Ci sono filtri colorati per osservare meglio i dettagli superficiali dei pianeti.


Filtro solare: in mylar o vetro, si mette davanti all'obiettivo del telescopio ( a mo di tappo)

* Mai guardare il Sole senza filtri, se non proiettando l'immagine/ luce del sole sul soffitto


filtro lunare: Utile per non essere abbagliati dalla luce lunare.(Consiglio un filtro ND)


filtri interferenziali: Cioè filtri che fanno passare solo una determinata lunghezza d'onda, mentre bloccano tutte le altri fonti di luce che hanno diverse lunghezze d'onda. 


UHC: Il più usato sulle nebulose è direi il più universale,per un solo filtro consiglio di prendere solo il filtro UHC ci si vedono praticamente tutte le nebulose.


OIII: Aumenta il contrasto, ma scurisce molto da utilizzare su telescopi da 25 cm in sù.


H-Beta: Questo è un filtro molto particolare e selettivo da usare su telescopi da 30 cm in sù, e si usa davvero su pochissime nebulose tipo la Testa di cavallo in Orione (B33) e la nebulosa California nel Perseo (NGC1499).


Delle bibite: A seconda del periodo consiglio acqua per l'estate e bevande calde tipo un thé caldo per l'inverno e l'autunno.


Dei vestiti: anche l'estate di notte se si và in montagna con lo stare fermi il freddo si fà sentire,dunque vestirsi sempre a strati.

Mentre l'inverno bisognerà coprirsi adeguatamente, con un abbigliamento pesante più sciarpa, guanti ed un passamontagna.



Ora siamo pronti per uscire, abbiamo preparato tutto, ma come facciamo a trovare quel determinato oggetto?


E qui inizia lo star hopping, ecco cos'è e come si fa!


MAPPE E STAR HOPPING


Prendiamo il nostro atlante stellare e cerchiamo una costellazione, vediamo l'oggetto da osservare e tramite lo star hopping lo troviamo, vediamo come...


Una volta presa la costellazione tramite l'atlante e magari con l'auito di una bussola, si riconoscono le stelle in cielo e poi?


Supponiamo di voler trovare la nebulosa M57 nella costellazione della Lira:


Una volta individuata la costellazione sul cielo, guardiamo la posizione esatta della nebulosa, subito dopo tramite il cercatore la cerchiamo a metà strada tra la stella Sulafat (Gamma Lyrae) e la stella Sheliak (Beta Lyrae). 

Poi con un oculare a bassi ingrandimenti dovremmo vedere oltre a moltissime stelline di campo, una piccola stella grigiastra un pò sfuocata.

Una volta centrata ed aumentati gli ingrandimendi, si vedrà si priva di colori ma avrà un aspetto simile ad una piccola ciambella...ecco questa è la Ring Nebula, cioè la nebulosa anulare della Lira M57.


Ma se vogliamo trovare sempre in questa costellazione un altro oggetto tipo M56 come facciamo?


Partiamo sempre dalla costellazione della Lira e guardando ad occhio nudo verso Est troviamo una stella simile a Vega, bene quella è Deneb, cerchiamo sull'atlante la costellazione del Cigno e vediamo la sua forma, poi guardando ad occhio nudo per trovare M56, bisogna puntare il telescopio tramite cercatore ottico esattamente a metà strada tra Albireo (β Cygni) e Sulafat (Gamma Lyrae). 

 Poi guardando nel telescopio sempre con un oculare a bassi ingrandimenti dovrebbe esserci un piccolo fiocchetto luminoso, più o meno luminoso e risolto a seconda delle condizioni del cielo, tipo la presenza di inquinamento luminoso, della trasparenza  e del diametro del telescopio.

Bene quel fiocchetto luminoso è l'ammasso globulare M56.


Per osservare gli oggetti del cielo profondo serve un buon cielo, adattarsi al buio, un atlante stellare, un telescopio e molta pazienza. Infatti non si può sperare di vedere tutto e subito, un osservatore esperto, rispetto ad un neofita avrà sempre una marcia in più. Vediamo alcuni trucchi per vedere al meglio gli oggetti del cielo profondo!


Bisogna far raffreddare il telescopio: Cioè farlo raffreddare a temperatura ambiete, finché il delta termico non sia di circa due gradi centigradi in più o meno, ma questo è il range per le migliori performance.


Seeing: In genere il seeing o turbolenza atmosferica è fondamentale per i pianeti, o comunque quando si devono utilizzare alti ingrandimenti, ma se cerchiamo oggetti al limite del nostro strumento un buon seeing può fare la differenza tra vedere o meno un oggetto.


Orientare gli atlanti stellari nella stessa posizione delle stelle visibili ad occhio nudo, ed utilizzare sempre luci rosse per leggerle e di conseguenza non perdere l'adattamento visivo.


L'adattamento visivo: Bisogna aspettare almeno 30 minuti per osservare al meglio gli oggetti deboli, ma la vista o meglio l'adattamento al buio migliora nell'arco di 90 minuti. 

Poi per le galassie che sono le più difficili da osservare per via del loro aspetto nebuloso, bisogna usare la visione distolta, cioè non guardare direttamente l'oggetto, ma guardarlo quasi con la coda dell'occhio.


Perchè guardarlo quasi con la coda dell'occhio?


Perchè questa parte dell'occhio è più sensibile alla luce,ma se si guarda direttamente con la coda dell'occhio, avremo si un oggetto più luminoso, ma con bassissima risoluzione. Così dopo varie prove bisogna trovare il punto giusto.


Poi un altra cosa fondamentale a prescindere da telescopio e dalla sua configurazione ottica è l'ingrandimento. Allora per trovare gli oggetti bisogna usare un oculare a basso ingrandimento, ma una volta centrato per vederlo al meglio bisogna ingrandire l'immagine con il giusto rapporto luminosità e contrasto, vediamo come e perchè!


Allora supponiamo di voler guardare la nebulosa M57 nella Lira:


Una volta centrata grazie ad un oculare a basso ingrandimento, per vederla meglio dobbiamo fare diverse prove fino a trovare l'ingrandimento giusto, cioè l'ingrandimento che aumenta il contrasto, che la fà emergere dal cielo aumentandone di conseguenza il contrasto.

Ma senza esagerare altrimenti si rischia l'effetto contrario cioè indebolire l'immagine.


Ora vediamo qualche esempio sugli oggetti del deep sky,  vedremo che su alcuni oggetti bisogna usare dei filtri interferenziali per riuscire a vederli.


NGC 4361: Nebulosa planetaria nel Corvo, si vede già a 60 ingrandimenti come una piccola macchietta poco più luminosa del cielo, come facciamo allora?


Una volta centrata aumentiamo gli ingrandimenti fino a trovare il giusto compromesso. Arrivati a questo punto, la nebulosa che prima sembrava una macchietta, prenderà forma con dettagli superficiali, ma solo usando un filtro interferenziale come OIII la vedremo al meglio.


M 57: E' tra le nebulose planetarie più facili, ma viste le sue dimensioni a bassi ingrandimenti non è difficile scambiarla per una stellina di campo.

Una volta trovata anche in questo caso bisogna aumentare gradualmente gli ingrandimenti, ma data la sua luminosità superficiale consiglio di usare un filtro UHC, perchè in questo caso il filtro OIII si può sempre usare ma brucia letteralmente i dettagli. Poi per chi vuole tentare la stellina centrale deve farlo senza filtri.


M 31: Un ingrandimento basso con oculare a grande campo su un oggetto esteso come in questo caso è a dir poco spettacolare, ma se aumentiamo gli ingrandimenti, si non vedremo più la galassia nella sua completa estensione, ma vedremo dettagli che prima non erano visibili come le due bande di polveri e un da un aspetto nebuloso avremo o meglio inizieremo a distinguere dal bulge stesso della galassia delle stelline.


M 13: Ammasso globulare davvero spettacolare, un oculare sui 70° di campo apparente e che ci dà 60-70 ingrandimenti oltre ad M 13 ci mostrerà a circa mezzo grado sud est la galassia NGC 6207. A bassi ingrandimenti può sembrare una piccola nuvoletta indistinta, ma aumentando gli ingrandimenti senza esagerare, si vedrà letteralmente un esplosione di stelle.


Ovviamente tutto cambia a seconda dell'esperienza, del telescopio e delle condizioni del cielo. L'esperienza è fondamentale quanto un buon cielo per trovare e vedere oggetti cavaocchi.

Infatti   come ho già detto per vedere bene oltre ad un buon cielo ci vuole pazienza, non si può vedere tutto e subito, bisogna fare piccoli passi prima di riuscire a sfruttare bene un telescopio.


Una volta usati questi piccoli trucchi, si cambierà sicuramente parere sul proprio telescopio e si capirà quindi se siamo riusciti a sfruttare al massimo il nostro strumento.

Se non riusciamo a vedere di più, significa che siamo pronti per usare un telescopio di diametro maggiore.



CONCLUSIONE


Questo è il minimo per iniziare nel modo giusto, questi sono solo dei piccoli esempi per ritrovare tramite lo star hopping degli oggetti più o meno remoti. 

Non basta far pratica o avere un bel telescopio per divertirsi, per  essere astrofili a tutti gli effetti. L'astronomia è un bellissimo hobby, ma va coltivato e non bisogna rinunciare alle prime difficoltà, lo star hopping diventa facile e divertente, ma ci vuole molta calma ed esperienza. Fatto questo siamo pronti per sfidare ogni sistema di puntamento automatico il GO-TO, al quale sono profondamente contrario.

L'astrofilo deve saper conoscere le costellazioni, ed il GO-TO non auita affatto. Lì basta digitare il nome dell'oggetto e fà tutto automaticamente, ma non si impara a conoscere il cielo. Il GO-TO è per me non utile ma necessario, nelle riprese del cielo profondo o nella ricerca automatizzata di asteroidi, supernovae e comete, dove la presenza dell'astrofilo è davanti ad un pc. 

Non nel caso di un osservatore, il suo posto è al contatto col cielo magari insieme agli amici per una serata galattica.

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